In seguito all’esclusione ricevuta, Beatrice Venezi ha rivelato in una dichiarazione rilasciata di recente, chi l’ha chiamata.
In seguito all’ipotesi voto alle comunali, Beatrice Venezi è tornata a fare parlare di sè. Negli ultimi giorni, ha infatti fatto il giro della rete una notizia riguardante la sua esclusione come direttrice d’orchestra dal Teatro “La Fenice” di Venezia.
L’ex direttrice d’orchestra si è esposta su quanto accaduto in questi giorni, nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Durante la quale ha dichiarato anche chi l’ha chiamata per darle sostegno.

Beatrice Venezi sulle sue dichiarazioni
L’ex direttrice d’orchestra ha chiarito le sue precedenti dichiarazioni, affermando di dissociarsi dalle accuse di nepotismo: “Non ho accusato nessuno di nepotismo. L’intervista alla Nacion parla chiaro. Vogliamo dire della disparità di trattamento da parte della fondazione nei miei confronti? I dipendenti sono andati avanti per mesi con denigrazioni e diffamazioni, con il tacito consenso del sovrintendente. Se si fanno proclami dal palco durante un concerto senza il via libera del sovrintendente si rischiano lettere e sanzioni, che dalla fondazione non sono mai arrivate ai responsabili“.
E ancora: “Colabianchi ha concesso all’orchestra di fare una campagna di odio contro di me, con spillette e lancio di volantini, dando al mondo un’immagine scadente della Fenice. Hanno messo in discussione la mia competenza, il mio talento, il mio percorso“.
Ecco chi l’ha chiamata
Beatrice Venezi ha poi affermato di non aver ricevuto sostegno dalla Premier, salvo alcune figure politiche della maggioranza: “Non ho sentito nessuno di FdI. Le uniche testimonianze di solidarietà le ho avute da Salvini, Ceccardi e Santanchè. Se tornassi indietro non cederei alla richiesta insistente di Meloni di suonare a un convegno di FdI, prima del voto del 2022. Guardi lei quanti danni ho avuto in cambio… Sono stata fatta carne da macello, nessuno mi ha tutelata“.
Proseguendo sulla politica, ha dichiarato di essere stata buttata via proprio dalla maggioranza: “Non ho mai avuto una tessera di partito, non devo niente a Roma, non ho mai fatto politica in vita mia. Mio malgrado sono diventata un simbolo di cambiamento. Questa destra aveva bisogno della mia faccia pulita e mi ha utilizzata e poi buttata via“.